venerdì 9 dicembre 2016

martedì 22 novembre 2016

Weekend

La fine di una settimana intensa non poteva che essere impegnativa, ma ci sta tutta!
Grazie agli Ex Colleghi di AS2 per la, consuetamente, spassosa serata "alcolico-culinaria" all'insegna dell' "amarcord".
Grazie a Fabio, e famiglia, per la disponibilità e per il ferro ottimamente conservato. Si, è il secondo della settimana (qualcuno mi fermi)... e sto giro non ho perso pezzi!!!
Grazie a Simone, Giordano e combriccola per tutta la nebbia, il fango e la salita... ci volevano!
Non ho avuto tempo per scrivere due righe decenti e non ne ho per selezionare le foto...
... come vengo in foto io...
... sono o v u n q u e...
... inquietanti presenze emergono dalla nebbia...
P.S.: lo dico piano ma anche questa settimana è partita bene...

venerdì 18 novembre 2016

Thursday

E così, Grazie al Subcomandante (*3 almeno) e a suo Zio (di cui sono omonimo) ho portato a casa un'altro bel pezzo di ferro a due ruote. La buona notizia è che nella Punto effettivamente, anche se con un minimo di disassemblaggio, un moped della Piaggio lo si riesce ad infilare, sto mezzo si sta facendo amare come il suo predecessore. La notizia senza connotazione è che è decisamente meglio essere in due per farlo senza danni e/o eccessivi sforzi. La cattiva notizia è che ho battezzato gli interni dell'autovettura con copiosa miscela invecchiata di almeno due lustri ed adesso posso scegliere tra lisergici capogiri o freddo glaciale alla guida. La pessima notizia è che i nervi me li sono ridotti del tutto a pezzi... soffro di repentini ed abissali sbalzi di umore che mi portano, in certi casi, a trattare male le persone; cosa questa che odio profondamente e che, quando me ne rendo conto, contribuisce a minare ulteriormente il mio precario equilibrio psico-emotivo... sono ai minimi termini credo... vedremo, magari domani mattina il gelo mi schiarisce la mente e capisco come ricarburarmi almeno un pochetto...
... confido che il gelo della notte porti via il puzzo di benzina vecchia dal mio plaid...
P.S.: ho anche spappolato la nespola...

giovedì 17 novembre 2016

venerdì 14 ottobre 2016

NOFX - Six Years On Dope

Thursday

... perché, infondo, anche il navigatore che ti manda su per strade improponibili fa parte della storia di una Ottima Serata... e le memorie di certe storie vanno custodite gelosamente ed integralmente che, poi, ti vengono buone quando stai scarso a motivi per sorridere...
P.S.: mi serve un camper...

giovedì 29 settembre 2016

RIP Raspy

... era acceso da anni, in un angolo polveroso, a fare il suo sporco mestiere in silenzio, senza pretendere manutenzioni di sorta... probabilmente ne ha avuto abbastanza... visto l'andazzo del periodo penso non lo sostituirò...
Addio e grazie per tutto l'uptime!!!

HowTo Tank!

... una specie di HowToBasic Nippo-Motociclistico... lo adoro!!!

martedì 27 settembre 2016

Tuesday Night Fail

... sonno, poca luce, morsa poco buona e un poco di fretta possono fare dei bei danni... speriamo di aver almeno imparato...

venerdì 16 settembre 2016

... dovevo pisciare su un albero...

... ovvero quando capisci che il Punk è morto, e lo hai ammazzato proprio tu...

Quest'anno Ferragosto è caduto bene regalandoci un bel fine-settimana lungo. Già da Venerdì mattina ho cominciato ad inanellare una serie convulsa di momenti apicali e stronzate madornali alternati; la cosa mi ha stremato e fatto riflettere molto... riflettere a maniera mia ovviamente!

Come da un bel poco minacciava, in maniera non troppo convincente a dire il vero, un mio esimio Collega [che ringrazio infinitamente] decide che si può andare a vedere i NoFX al BayFest... apice assoluto!!!! Tra varie incomprensioni, dovute anche al fatto che di tre che eravamo due non si conoscevano, su chi doveva andare a prendere "chi-dove-quando" e immancabili incidenti di percorso vari ed eventuali si arriva a Igea Marina. Partiti all'ultimo senza biglietto lo si acquista in loco, proprio davanti all'ingresso dell'area ben recintata e sorvegliata del concerto, pagando anche la prevendita (???)... dopo, e solo dopo, aver pagato e messo i tasca il biglietto ci lamentiamo a voce alta con espressioni colorite e non troppo educate. A onor del vero il mio Collega uno sconto, da bravo commerciale, ha tentato di strapparlo; fallendo forse solo per la scarsa insistenza. Alla ricerca di un cesso e qualche birra pre-ingresso tentiamo si usufruire della toilette di uno stabilimento balneare qualunque ma veniamo ripresi, anche in maniera non troppo gentile e un poco minacciosa, e il tentativo viene abortito; ci scusiamo e, solo dopo essere usciti dall'area dello stabilimento, ci lamentiamo a voce alta. Alla fine ci si fanno un paio di giri di birrette in un chioschetto in spiaggia parlando di musica, donne, lavoro e di tutto un po.
Dopo aver fatto la fila ordinata ai tornelli e subito i convenzionalmente eccessivamente zelanti controlli da parte del, sponsorizzatissimo e brandizzatissimo, staff dell'evento entriamo nell'area del festival. Poca gente più giovane di noi (poca gente in generale per il calibro delle Band presenti sul programma [imho]), abbastanza birrette ma nessun collasso tipico da concerto Punk, tante magliette nuove comprate in loco, tanti stand di roba da vestire e mangiare ma pochi (forse solo uno) palchetti secondari, nessun "busker", qualche raro "joint", pochi gruppetti sparuti di gente spiaggiata a terra come stracci [non ricordo nessun strumento musicale... manco un jambè del cazzo], qualche piacevole incontro inatteso con facce conosciute. Ci si fa un giro, si ammazzano un paio di birrette, si ascolta un poco di gruppi "minori" (per modo di dire), ci si va a sedere sui tavolini (ormai siamo vecchi e adottiamo comportamenti da sagra di paese più che da concerto Punk) e si ammazzano altre birrette (costosette ma, ad onor del vero, decisamente meglio di altre bevute a eventi simili). L'atmosfera è buona, complice anche l'alcool [e non solo in rari casi], si parla e si scherza con tutti, soprattutto nelle onnipresenti ordinate file per cibo, beveraggio e bagni che si sono, tristemente, rivelate essere la maggiore occasione di socializzazione. Qualcosa non va, lo "percepisco", ma non capisco bene cosa e dove sia, forse è solo l'età mischiata con l'alcool a cui ho perso l'abitudine (più o meno).
Fanculo, ci sono Loro, i NoFX!!! Gli ascolto da quando ero un ragazzino (di testa lo sono ancora... ma l'anagrafe non concorda), è con i loro dischi che ho "sconato" più di qualche cassa dell'autoradio, e sono li adesso! Con i loro pezzi come colonna sonora spesso affronto la maledetta alienante monotonia di una banale vita da ingranaggio di un enorme meccanismo inutile, e sono li a suonare adesso!!! Con i compari ci si perde nella mischia, lo si sapeva. Pogo come non facevo da anni. Salto, spintono e urlo con Melvin e altra gente sconosciuta fin quasi a soffocarmi con i miei stessi capelli. Mi scalmano fino all'estremo; quasi completamente senza forze mi sento bene. Anche se non hanno fatto alcuni pezzi in cui speravo fortemente sono più che soddisfatto di esserci andato; ho fatto bene, dovevo farlo prima e devo rifarlo! Ritrovo i compari e, con calma, ci si avvia verso casa.

Il giorno dopo, andando a trovare un mio vecchio amico, mentre gironzolo pigramente per le campagne tra i nostri due paesini rivivo, dentro al casco, scene dei giorni precedenti. Una sapevo che mi avrebbe turbato e dato molto da pensare fin da appena vissuta; ma con il Punk e il concerto dei NoFX non c'entra nulla, è che non riesco a non divagare... e sta roba la dovevo scrive a mio monito. Ad un certo punto il pensiero va alla fila per il bagno fatta poco prima che quei quattro froci di Berkeley salissero sul palco. Dopo più di due litri di birra il bisogno di liberarsi è impellente, quasi fastidioso, e ovviamente non sono l'unico in questa condizione. Tanta gente e tanta birra portano a tanta fila. Mentre si è li in attesa di espletare le proprie funzioni corporali, complice anche l'alcool in circolo, si finisce col socializzare. Si sa che più ci si avvicina alla latrina più la sensazione di bisogno diviene impellente ed inevitabilmente il discorso con le nuove conoscenze finisce su come si sarebbe potuto fornire un "migliore" e più "moderno" servizio, da parte dell'organizzazione, al fine di accorciare i biblici tempi d'attesa. Fra le varie ipotesi avanzate ricordo: adibire alcuni alberi/piante presenti in zone periferiche dell'area a urinatoi, fornire delle vanghe per poter fare buche da ritappare dopo l'uso, scavare un lungo fossato ai margini dell'area recintata in cui consentire lo sfogo delle urine da parte dei presenti, ecc... Ovviamente (ora, ma na volta mica tanto) solo ipotesi con relativi viaggi/scenette e conseguenti grasse risate; cazzeggio e stronzate insomma. Ma dico io, porco schifoso e infame il mondo, ad un concerto punk hai bisogno di usare un maledettissimo cesso chimico??? Gli alberi ci sono, pisciaci contro!!! Di che cazzo hai bisogno o paura??? "When did punk rock become so safe?" Sei diventato una fighetta, una principessa, che fai la fila ordinata per andare al cesso?!?! Tutti stanno buoni ordinati in fila rispettando delle merdose regole inutili, che a tirare fuori l'uccello e a pisciare contro un albero non si fa del male a nessuno, e tu ti adegui invece di "dare il la" agli altri rincoglioniti di merda?!?! Ma allora, del Punk che cosa è rimasto?!?! Che ci vai a fare ai concerti!?!? Stai a casa al sicuro a menartela che fai più bella figura!!!
Cosa resta della musica se non si recepisce, e si tenta di mettere in pratica, il messaggio? Solo un inutile e triste contenitore vuoto... come quei libri finti dell'Ikea che servono a riempire scaffali altrimenti troppo spogli, ma non c'è sostanza, non c'è peso... Sto parlando dell'atteggiamento, del modo di porsi rispetto alle regole assurde [auto]imposte dalla società, non del singolo specifico atto che rimane comunque simbolico.
Ormai mi hanno piegato, seguo la corrente senza pormi domande, senza considerare il mio personale sentire. Con me molti altri di cui mi frega poco perchè è da me stesso che devo partire, se tutti sperano che il cambiamento arrivi dagli altri siamo fottuti. Il Punk è morto, lo ho ucciso io... lo uccido io ogni volta che faccio (o non faccio) qualcosa solo perchè così fanno tutti, perchè "è così che si fa", senza nemmeno avere la decenza di domandarmi se concordo o almeno ci scorgo un significato... lo uccido tutte le volte che uso un bagno quando potrei farne ammeno...

"When did punk rock become so safe?"
... il Punk è morto, lunga vita al Punk...

P.S. Ammetto che pubblicare ora questo post è un poco anacronistico... a dire il vero ho cominciato a scriverlo quasi subito, forse lo stesso giorno dopo il concerto ma poi pigrizia, impegni e la mia innata tendenza alla procrastinazione hanno avuto la meglio. Nel frattempo sono successe altre cose inerenti. Almeno un'altro errore madornale che mi sta costando e mi costerà ancora parecchi tormenti... ma tant'è a non imparare mai! Un magnifico atto Punk in pieno centro Ferrara, forse l'ultimo genuino rantolo del mio adolescente interiore prima di affogare nella solitudine e nell'ordinario nel quale l'ho meschinamente abbandonato, con conseguente riflessione etilica sulla caducità e miseria dell'esistenza terrena. Ma a voler scrivere tutto rischio di dilungarmi troppo e finire col procrastinare il momento della pubblicazione oltre il limite sensato. Che poi tanto sta merda chi la legge?!?!?

giovedì 11 agosto 2016

rhc su Ubuntu 14.04.5

A dire il vero il processo di installazione rhc (l'interfaccia a riga di comando per OpenShift) è abbastanza ben documentata sul relativo sito: https://developers.openshift.com/getting-started/debian-ubuntu.html. Uniche due rognette trovate, che però un poco di tempo me lo hanno portato via, sono:
  • il pacchetto rubygems che non si trova, al suo posto va installato rubygems-integration
  • la versione di default per ruby installata da apt che è la 1.9 quando, per rhc, servirebbe almeno la 2.0... nei repo c'è ma, anche se la si installa, non è usata come alternativa di default.
Installazione dei pacchetti e configurazione:
Elevazione dei privilegi (... o se preferite piazzare un sudo davanti ad ogni comando...) ...
sudo -i
... installazione dei pacchetti e configurazione delle alternative (versioni) adatte...
apt install -y ruby-full rubygems-integration git-core
apt install -y ruby2.0
update-alternatives --install /usr/bin/ruby ruby /usr/bin/ruby2.0 10
update-alternatives --install /usr/bin/gem gem /usr/bin/gem2.0 10
... installazione dei tool...
gem install rhc
Dopo aver terminato la sessione a privilegi elevati come root ('exit' oppure ctrl+d) possiamo configurare i tool per l'uso...
rhc setup
... una volta completata la banalissima e completamente automatica configurazione guidata ci piazziamo in una directory di nostro gusto e cloniamo il repo dell'applicazione su cui volgiamo lavorare...
rhc git-clone <app-name>
... e da qui si apre tutto un mondo!

lunedì 8 agosto 2016